Tre anni senza il “Bronz”
Tre anni senza il “Bronz”

Tre anni senza il “Bronz”

Il mondo in questi ultimi anni è cambiato radicalmente e la Pandemia ha contribuito in parte a questo cambiamento. Ci sono giorni, che non mi ricordo nemmeno più come si stava all’interno di un locale senza mascherina, come ci si salutava, o come ci si abbracciava dopo tanto tempo che non si vedeva un amico.

Poi ogni tanto, passano dei momenti e mi riaffiorano dei ricordi. Magari mi ritrovo per caso in un posto dove era da tanto tempo che non andavo, o sento determinati odori che mi ricollegano a un ricordo specifico. Per esempio, ogni volta che sono in una certa posizione, nei giardini del paese mentre faccio giocare mia figlia, la mente torna ad un pomeriggio di fine agosto nello stesso punto, dove ti facevo vedere mia figlia appena nata. Ecco, in quei momenti, capisco veramente quello che tanti libri provano solo ad immaginare. In quel momento di inconscio, dove fino ad un attimo prima pensavo a tutt’altro, all’improvviso appare un ricordo dove tu sei esattamente lì.

Una delle cose più brutte di quando muore una persona, è pensare che tutto finisca lì, quel giorno, in quella chiesa e in quel cimitero. E in parte, purtroppo è così. Non c’è frase, parola o lettura di Dio che tenga. Tuttavia crescendo, ho capito che una parte, una minima ma essenziale parte, non se ne va. Minima perchè è immagazzinata all’interno dei nostri ricordi più segreti e la proteggiamo come un prezioso tesoro. Essenziale, perchè è fatta di tutto ciò che c’era nella vita reale di quella persona. Personalmente, non ho paura che il tempo mi cancelli determinati tipi di ricordi. Non ho paura, che un giorno, io non mi ricordi più di tutti quei momenti. Non ho paura, che un giorno io non possa più ricordarmi chi eri, perchè ho l’assoluta certezza, che la parte più essenziale di te, rimarrà con tutti noi, fino a che non ti raggiungeremo.

Davide Salvatori

2 commenti

  1. Manuela

    Leggendo questa lettera si sente tutto il senso della vostra AMICIZIA, purtroppo a volte la vita è ingiusta.
    La prima volta che ho sentito parlare di Bronz è stato durante un giro in bici con Mattia Massi che mi ha parlato della “4 for Bronz” e li ho capito che siete delle belle persone!

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